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La Fontina nasce dai pascoli montani della Valle d'Aosta e dalle sue razze bovine autoctone: la pezzata rossa, la pezzata nera e la castana che assumono un ruolo insostituibile, grazie alla loro capacita' di valorizzare l'erba dei pascoli alpini e i fieni dei prati naturali.
La Fontina e' dunque figlia dell'alta montagna, dell'alpeggio e ha preso il nome da nobili casati e ricorrenti toponimi della Valle d'Aosta. Se visitate i castelli valdostani, osservate gli affreschi di Issogne. Tra dame, cavalieri e guerrieri vedrete un medievale banco di vendita del formaggio: si riconoscono le tipiche forme di Fontina.
E' il segno di una tradizione che in questa terra perdura da secoli e ha dato gusto a generazioni di valdostani e di visitatori.
Fontina, una parola ricca di storia, un nome che oggi garantisce a livello europeo il rispetto di rigorose norme di produzione e consente di mantenere la specificita' e le qualita' organolettiche del prodotto, così come la secolare tradizione da cui deriva.
In alpeggio la vita scorre lenta, cadenzata dai ritmi pigri degli animali. Sveglia prestissimo al mattino per la prima mungitura e mentre gli animali vengono guidati al pascolo, il casaro inizia a lavorare il latte, che verra' trasformato in Fontina.
La fontina prodotta in questi alpeggi presenta indubbiamente delle caratteristiche organolettiche di grande pregio legate alla complessità dei flavour che derivano dalle componenti aromatiche presenti nei pascoli e veicolate nel latte.
Una volta ricavata la Fontina dal caglio segue la prima salatura e il successivo trasferimento delle
forme nelle grotte di stagionatura scavate nella roccia.
La Fontina valdostana ci offre una di quelle prelibatezze senza tempo che merita di essere assaporata almeno una volta nella vita, una di quelle perle della cucina regionale italiana che rifulge di una sua luce propria, "LA FONDUTA".
Ecco la ricetta: mettete in una casseruola 450 g di fontina valdostana, un cucchiaio di farina, mescolate ed aggiungete un bicchiere di latte freddo. Lasciate riposare un po' poi mettete il preparato su fuoco, mescolando sempre con un cucchiaio di legno; quando la fontina sarà sciolta, togliete la pentola dal fuoco e frullando con un frustino, aggiungete 4 tuorli d'uovo. Rimettete il composto sul fuoco e continuate a mescolare in modo che le uova cuociano con la fontina. Non appena la fonduta sara' diventata vellutata, servirla in piatti molto caldi, accompagnandola con fettine di pane rosolate nel burro. |